Non pensare in un dato modo semplicemente perché la gente pensa così, o perché si tratta di una credenza secolare, o perché così è scritto in qualche libro ritenuto sacro; pensa da te stesso e giudica se la cosa è ragionevole.
Jiddu Krishnamurti
Tutto cambia e tutto è in continuo mutamento. La simbologia, le figure retoriche e persino i metodi d'insegnamento erano adatti all'epoca nella quale sono stati utilizzati, ma lo sono anche oggi? L'Uomo e la sua consapevolezza sono in continua evoluzione, per questo lo stile ed il modo di trasmettere gli antichi saperi sono in continuo aggiornamento, evitando così che essi si trasformino in curiose mitologie e ne venga perso il prezioso messaggio.
Cosa si apprende
|
Conoscenza di sé Il contatto col proprio corpo è la prima delle esperienze che si fanno nel Reiki. Il corpo è il mezzo attraverso il quale viviamo il mondo circostante ed è anche il luogo dove restano le "traccie" di molte esperienze, sotto forma tensioni o disturbi. La conoscenza di sé parte quindi proprio dal corpo e dal suo linguaggio. |
|
|
Intuito Per poter riconoscere i segnali che il sistema corpo/mente invia, è necessario prima di tutto sentirli. Ognuno ha la possibilità di farlo ma spesso si disimpara, spinti a dare maggiore importanza al pensiero. Nel Reiki l'intuito torna ad avere il ruolo principale e mantenendolo esercitato grazie alla pratica, si torna in possesso di una delle caratteristiche naturali più importanti per ogni essere vivente. |
|
|
Rilassamento e benessere Come nelle discipline tradizionali, le tensioni psicofisiche sono risolte attraverso la pratica Reiki anche grazie al profondo rilassamento che questa permette. "Non è possibile sciogliere i nodi tirando la corda", per questo nel Reiki una delle prima cose che si apprende è di non opporre resistenza a ciò che si vuole risolvere. |
|
|
Crescita personale Reiki non è solo una tecnica pratica per il benessere psicofisico. E' anche un percorso di conoscenza del sé, di crescita personale e spirituale. Attraverso semplici precetti è possibile portare dei piccoli ma significativi cambiamenti all'interno della vita di tutti i giorni. E' il concetto del kaizen, ovvero del piccolo passo quotidiano per compiere senza sforzo grandi distanze. |
Cosa non è presente
|
Reiju, armonizzazioni ed iniziazioni Originariamente questa cerimonia era utilizzata come forma di saluto simbolico tra insegnante ed allievo e veniva utilizzata prima dell'inizio della sessione di pratica settimanale (l'unico modo per apprendere la disciplina Reiki, non esistevano corsi così come li intendiamo oggi). Nella diffusione della disciplina, questa forma di saluto è stata distorta fino a prendere il significato di “iniziazione al Reiki”, ovvero, un atto che l'insegnante, depositario dell'Energia Reiki, compie sull'allievo al fine di donargli la capacità di entrare in contatto con l'Energia Universale. |
|
|
Eccessiva esaltazione dei simboli Reiki Nati come semplice strumento per facilitare la comprensione agli allievi, i simboli Reiki venivano originariamente mostrati senza particolare enfasi, essendo considerati come le rotelle da applicare alla bicicletta dei bambini alle prime pedalate. Lo scopo di ogni allievo era quindi quello di liberarsi velocemente dell'uso dei simboli, perché essi non costituivano certo fonte d'orgoglio (quale ciclista sarebbe orgoglioso di girare con le rotelle montate?). |
|
|
Regole, leggende metropolitane, misticismi La disciplina Reiki è spesso impregnata di regole, divieti, strane spiegazioni e simbolismi. Lo stesso concetto di Energia Universale è stato oggetto di diverse interpretazioni, molte volte a causa di un'incomprensione. L'Energia Universale è qualcosa di non comprensibile e non raffigurabile per la nostra mente (se non altro perché non è possibile raffigurarsi qualcosa di infinito), quindi è stato semplificato tramite raffigurazioni. Ma quando si crede che la raffigurazione della realtà sia la realtà stessa ed essa diventa l'oggetto dello studio, allora sorge un problema. “Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”. |
Image Menu





Per contatti:
Matteo Oldani
Telefono: +39-347.96.69.838
E-mail: info@liberamentereiki.it
pagina contatti
Comunicare l'intuizione
Una delle difficoltà maggiori nel comunicare un'intuizione o una "ispirazione" è quella di trovare le parole giuste per tradurre ciò che si è percepito. E' poi necessario rendere comprensibile quello che si vuol dire e per questo si è spesso ricorso (ed ancora è così) all'uso di immagini simboliche piuttosto che racconti esemplificativi. In questo modo si cerca di far vivere nell'immaginario ciò che risulta difficile a livello cognitivo, soprattutto se si tratta di nuove esperienze. Ma con il cambio generazionale e con l'innalzamento del livello culturale e della consapevolezza, tale linguaggio diventa inefficace o meglio, è necessario aggiornarlo.
La ritualità
La moderna cultura occidentale ha sostituito alla ritualità tradizionale nuovi gesti. Quello che un tempo erano azioni cariche di simbolismo hanno lasciato spazio a nuove azioni e nuovi simboli. Basti semplicemente pensare a come si sia modificato il saluto, che è passato dalla reverenza o dall'inchino alla stretta di mano. Oggi giorno nessuno si sognerebbe mai di salutare il proprio vicino di casa come si faceva mille anni fa. Lasciare andare certe forme quindi non significa perdere qualcosa, al contrario, vuol dire mantenere in vita il suo vero significato.